CUCITURE DA PALLA OVALE

19 Dicembre 2019

CUCITURE DA PALLA OVALE

L’ultimo raggruppamento 2019 per il gruppo Touch Rugby Toccati della Capitolina si è svolto per la tradizionale cena di natale organizzata presso il Museo del Rugby Fango e Sudore di Artena. In un periodo particolarmente carico di eventi, e una giornata che si preannunciava erroneamente da Day After con chiusura di scuole ed uffici, ci incamminiamo in serata per questo viaggio in direzione Monti Lepini, affamati ed ignari su quel che sarà.

Il museo si rivela subito una grande sorpresa, oltre ogni aspettativa. Tante le maglie esposte, le cose da vedere, le sale da visitare – in religioso silenzio quella dedicata agli All Blacks che espone fra le altre la maglia del leggendario Jonah Lomu. Con passione seguiamo le storie raccontate dal presidente della fondazione, Corrado Mattoccia poiché ogni maglia ha un vissuto significante, un’immagine che ricorda un’episodio, una traccia che collega passato e presente come fossero cartine stradali che intrecciano vie, percorsi, fiumi e ponti. Storie che raccontano di rivalità sportive ed umane, come quelle legate ai periodi più bui dell’apartheid sudafricano e al primo capitano nero degli Springboks, fortemente voluto da Nelson Mandela, o quelle del periodo del terrorismo dell’IRA in cui la palla ovale riusciva ad unire un paese per il tempo di una partita. Richiami storici importanti, non solo per i più giovani capitolini. 

Affamati di storie e di cultura i Toccati non dimenticano il motivo della serata: brindisi e cenone. Tra gli antipasti, primi e secondi, inframezzati da birra e vino, la squadra qui riunita sembra muoversi alla grande. Slalom tra le panchine per raggiungere gli affettati, passaggi di bicchieri e posate, intercetti nei bis mostrano chiaramente chi ben ha seguito gli allenamenti durante l’anno, e chi invece deve impegnarsi di più. C’è ulteriore sorpresa, un momento da vivere in diretta, per la donazione al museo delle proprie maglie da parte del nazionale Italiano Juan Sebastian Francesio detto “el sordo”– storie incluse.

“Poi te lo ritrovi” e “importante è partecipare” sono i motti guida della squadra – lo si comprende nel momento dedicato alla competizione poetica. Che la cultura e la competizione, così come l’ironia e l’autoironia non lascino mai lo spirito di questa squadra. Vince un outsider, un non-giocatore, che outsider non è. Perché la squadra dei Toccati ha saputo rinnovarsi proprio in questo, includere tutti, accettando tutti i difetti e le stranezze (e ce ne sono), rispettare le difficoltà ed i giramenti di ognuno (e ce ne sono), fare pace e litigare di nuovo nel campo e fuori (il sale della vita). 

Curiosa questa palla ovale che ci unisce come squadra. Forse qualcuno avrebbe preferito trovarla nuova, lucida e gonfia, pronta a volar via per un passaggio. Sul campo invece l’abbiamo trovata strausata, consumata e talvolta anche sgonfia. Ma lavorando insieme con i propri compagni, settimana dopo settimana, siamo riusciti come Toccati a rimanere uniti e a chiudere e rafforzare sempre più quelle cuciture lungo la nostra palla ovale. Forza 2020, non tardare ad arrivare. Motivazione ed idee non ci mancano!     

Firmato: uno della squadra a cui questa volta è toccato 

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