La società

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L’Unione Rugby Capitolina nasce nell’estate del 1996 per opera di un gruppo di Fondatori composto di giocatori, allenatori ed anche genitori che non avevano mai praticato il rugby.
Tutti erano spinti da un unico desiderio, avviare un vero e proprio “club”, inteso non solo come un luogo fisico ma anche, e forse più, come una comunità che insieme al rugby curasse lo sviluppo e la crescita dei giovani “a tutto tondo”.

La costruzione 1996-2000

Costituita la società, ed avviato il reclutamento dei bambini, la Capitolina comincia la sua attività nel settembre del 1996 con un gruppetto di 40 piccoli atleti dai 6 ai tredici anni
Gli allenamenti si svolgevano nell’area di meta di uno dei campi dell’Acquacetosa, gentilmente concesso dal Presidente della Lazio Rugby.
Da subito il primo ambizioso obiettivo: costruire una propria casa per poter soddisfare tanto le esigenze sportive quanto quelle sociali. Dopo due anni di ricerca arriva la scoperta dell’attuale sito di via Flaminia che piano piano viene bonificato da un insieme di edifici abbandonati e semi distrutti nonché di campi da tennis ormai coperti da vegetazione selvaggia.

Terminati questi lavori, l’attività sportiva si sposta sul campo in via Flaminia all’inizio del 1998 con un’insolita inaugurazione.
Sulla giovane e fitta erba del campo appena realizzato e senza spogliatoi di supporto, la Nazionale Italiana di Coste e Mascioletti si allena in preparazione di una di quelle che sarà una delle vittorie che apriranno le porte del Cinque Nazioni, quella in Irlanda.
Sul nuovo campo vengono portati due container dotati di docce che saranno gli spogliatoi per qualche anno. I numeri dei tesserati aumentano, e con essi anche quelli dei sostenitori che in qualità di Soci contribuiscono all’attività. Nel settembre del 1998 prende vita anche la prima squadra seniores che il Club iscrive al campionato di serie C2.

Il consolidamento 2000-2009

I lavori del secondo campo, degli spogliatoi, della palestra e della club house terminano nel 2000 e da quel momento l’Unione può iniziare a consolidare la propria attività sportiva. Le giovanili iniziano a crescere in numero e in qualità arrivando in varie occasioni a giocarsi le fasi finali dei campionati u16 e u18.
Tra il 2002 e il 2003 si ricordano due momenti fondamentali per la vita sportiva e sociale: si apre il ristorante del club (l’Hostaria del campo) direttamente gestito dalla Capitolina e la squadra U19 vince la finale del campionato Italiano. Il movimento giovanile è consolidato, l’impianto ormai quasi terminato. e la dirigenza nota che Roma ha un vuoto nella prima divisione (il Super 10) professionistica.

L’URC prova quindi la strada del professionismo italiano, senza limitare anzi aumentando il proprio impegno nei settori giovanili e negli investimenti sulla struttura di via Flaminia. La prima squadra affronta tre stagioni in Super10 senza mai retrocedere; verso la fine del 2008 ci si rende conto che il professionismo nel rugby italiano non è una via realizzabile e che la nascita delle franchigie che parteciperanno alla Celtic League e la formazione di base sono l’unica strada da perseguire.
Non solo, i primi presagi della profonda crisi economica che sconvolgerà il mondo a breve, chiarisce ancora di più l’indirizzo strategico delle risorse.
Da qui la decisione, forte e coraggiosa, di rinunciare alla serie professionistica, ricominciare dalle serie inferiori e di investire le risorse nel secondo campo trasformandolo in erba sintetica di ultima generazione per innalzare la qualità degli allenamenti. L’idea era chiara ed il solco segnato, aumentare il budget dedicato ai settori giovanili era una inevitabile conseguenza.

La Capitolina oggi

Negli ultimi cinque anni la Unione Rugby Capitolina continua a essere quella che è stata sin dalla sua genesi, un club che mira all’eccellenza, intesa non come risultato sportivo, ma come stile nell’approccio alle dinamiche che quotidianamente si presentano a tutti i componenti del Club.
Con il taglio della squadra professionistica il 1XV è ripartito dalla serie B con una squadra totalmente amatoriale, che non solo non utilizzava più giocatori stranieri ma anzi rilanciava la propria sfida schierando tutti giocatori che a loro volta versavano (e versano tutt’ora) la quota sociale .
La squadra composta da quasi tutti giocatori formati nel proprio vivaio, in quattro anni conquista una promozione dopo l’altra tornando nuovamente nella prima divisione nazionale.
Il settore giovanile continua ad essere non solo quantitativamente uno dei più importanti d’Italia ma anche quello più vincente con vari titoli nazionali conquistati.
Ma che nessuno dimentichi mai che i risultati sportivi sono solo conseguenza della Missione della Capitolina, che non è vincere bensì formare: formare persone-atleti che crescano in un Club che dovrà continuare nel tempo il suo percorso (la lettera maiuscola non è un errore).


capitolina rugby

Forma giuridica:
Associazione Sportiva Dilettantistica


Anno di fondazione: 1996


Colori sociali: amaranto, blu navy e bianco


Logo sociale: la piazza del Campidoglio stilizzata


Motto: “In ardua virtus”


Sede sociale: via Flaminia 867, Roma


Missione: “La nostra Missione è l’impegno nella diffusione dei valori del gioco del rugby, educando all’agonismo nel significato sano e formativo del termine, attraverso la crescita personale di giocatori-uomini che formino un Club con un forte senso si appartenenza. Un Club di persone che trovino piacere nel condividere un percorso individuale e collettivo fatto di passione e d’impegno. Un percorso che miri alla crescita qualitativa e quantitativa del Club che continui nel tempo.”


codice fiscale e partita iva n. 06204131004


codice FIR: LARM190219


Registro Coni n° 22480


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