Under 12 a Parma

12 aprile 2018
Partire alla volta di una trasferta in pullman ha sempre il suo fascino. I ragazzi arrivano alla spicciolata al campo, la borsa a tracolla e tutti in divisa blu amaranto. C’è sempre emozione, molto palpabile nei più piccoli – in trasferta la u.6, la 10 e la 12 – meno nei navigati u.12 ma è sempre l’occasione per un fine settimana all’insegna del divertimento un po’ fuori dagli schemi.
Si parte, immancabili i genitori attorno al pullman, qualcuno approfitta per salire di straforo per le ultime raccomandazioni, quelli della u.6 con telefonino al seguito per immortalare la prima partenza per qualcuno come Gabriele Trovarelli e Maurizio Di Filippo, due u.12 provenienti dal polo sabino.
Il viaggio, tranquillo, si snoda tra canti, sosta per la merenda e gli inevitabili “quanto manca?”. Arriviamo puntualmente in hotel e ci dirigiamo nel vicino ristorante dove riduciamo alla ragione il nostro stomaco che brontolava da un pezzo. Tornati in albergo, inevitabilmente sale l’eccitazione del pre-sonno in trasferta e per qualcuno, tra i più piccoli, è l’occasione per fare baccano al di là dell’impegno lungo e pesante del giorno dopo.
Ed eccoci al torneo, per la u.12 a 36 squadre, ricco di formazioni blasonate che metterà a dura prova la nostra tenuta fisica e mentale. Iniziamo con Parco Sempione – a qualcuno è già venuto il mal di pancia ancora prima di iniziare – e la prima palla è una mazzata, meta per i lombardi. Non ci disuniamo e diamo vita ad un bell’incontro arrivando al tre a tre e salvando in extremis il possibile quattro a tre per loro. Con Terni ci liberiamo di ogni remora rifilando ai rossoverdi sette mete in velocità ma un calo di tensione negli ultimi trenta secondi regala loro la meta della bandiera. Basterà il più sei per passare primi? Sì, Parco Sempione vince sei a zero. Siamo alla seconda fase con Noceto e Parma, sale il livello, sale la nostra determinazione. Sbaragliamo Noceto con una prova cuore e applicazione del lavoro degli ultimi tempi, la pulizia nei punti di incontro offensivi, finalmente veloci e avanzanti. Soffriamo contro Parma, una squadra che gioca bene. Passiamo per secondi e ci tocca il Petrarca, un nome che solo a sentirlo fa pensare alla tradizione e ad una squadra invincibile. Diamo loro ragione nei primi cinque minuti facendoci infilare tre volte senza opporre una resistenza degna di questo nome ma poi ci ricordiamo di essere una squadra capace e allora sfoderiamo le cose migliori del torneo con due mete di ottima fattura ma non basta.
E’ finale per il settimo e ottavo posto con Primavera, la nostra bestia nera, tanto che ci scordiamo di entrare in campo, un vero peccato considerando la qualità del torneo fin qui mostrata. Ottavi quindi, un risultato che avremmo firmato prima di iniziare ma che, alla luce dei fatti, lascia l’amaro in bocca per come è scaturito ma per noi tecnici l’opportunità di individuare dove limare quelle asperità che ancora ci sono.
Per il conto finale c’è ancora tempo.
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