Under 10 all'Appia

Giocare in un sito archeologico non capita tutti i giorni, così quando vedi spuntare due pali in mezzo all’ acquedotto Appio Claudio l’ occhio rimane impressionato.

Ma siamo venuti per giocare e divertirci, quindi veloce riscaldamento e andiamo ad affrontare prima il Civitavecchia e poi IV Circolo di Benevento per il girone di qualificazione.
Due partite che ci vedono protagonisti in fase offensiva, in quanto le squadre avversarie non riescono ad esprimere un gioco in grado di metterci in difficoltà, e i nostri comunque non glielo permettono.
Tante mete fatte nessuna subita.


Il problema sorge appena finita l’ultima partita, l’orologio segna le ore 11, semifinale prevista ore 15.10.
Dopo una rapida ricerca dell’ombra troviamo riparo nel vicino circolo del tennis, dove i ragazzi si dilettano nella botanica ( raccolta di foglie e semi caduti a terra) o i più intraprendenti nella raccolta delle palline silurate dal tennista di turno.
Poi, avendo tempo, con i compagni della U.12 siamo andati in giro per il parco fin oltre l’acquedotto, in riva ad un fresco ruscello che invitava ad un pediluvio, regolarmente eseguito da tutti i ragazzi.
Purtroppo proprio in questo frangente, c’è stato un piccolo infortunio ad un nostro mini rugbysta: Federico Simoncelli, al quale vanno i nostri migliori auguri per una pronta guarigione.
L’organizzazione decide di anticipare la semifinale con il Frascati alle 14.30, rimessi gli scarpini con i piedi rinfrescati iniziamo la partita.
Il Frascati, ottima squadra da tutti i punti di vista, testa la nostra difesa, che non si fa cogliere impreparata ribattendo colpo su colpo ogni loro attacco. Ed è proprio su un recupero del pallone che riusciamo a trovare lo spazio per segnare la meta.
Prendiamo coraggio e continuiamo a pressare la linea del Frascati fino alla fine. Bellissima partita giocata con ottima intensità da entrambe le parti.
Siamo in finale. L’unica cosa certa è l’avversario: Il Fiumicino, per il resto l’improvvisazione dell’organizzazione ( mai all’altezza) regna sovrana, al terzo orario cambiato ci danno il via libera per giocare.
Una partita molto fisica, che dominiamo su tutti gli aspetti, anche quelli ambientali che ricordano più ambienti calcistici che quelli a cui noi siamo (fortunatamente) abituati.
Finisce 2 mete ad una l’unica subita in tutto il torneo al ultimo secondo della partita.
Un bravi veramente di cuore a tutti i ragazzi che hanno dimostrato, in questa occasione, oltre che a giocare un buon rugby ad aver compreso lo spirito sportivo e quello del rugby in particolare, cosa che alcuni adulti ancora non riescono a comprendere.